Firenze
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lunedì 20 aprile 2015
giovedì 16 aprile 2015
La grande bellezza di Paolo Sorrentino
La
grande bellezza (2013) di Paolo Sorrentino
a) Prima di guardare: rispondi alle domande con un/a
compagno/a.
- Quali film/telefilm/programmi
televisivi/libri/canzoni conosci che parlano della bellezza?
- Quali
film/telefilm/programmi televisivi/libri/canzoni conosci che parlano della
vita mondana tra feste e discoteche in una grande città?
- Quali persone
famose conosci che non amano o amano molto la vita mondana, New York,
Hollywood, ecc.?
- Quali
film/telefilm/programmi televisivi/libri/canzoni conosci che parlano della
vita in una grande città?
- Come descrivi e
definisci la bellezza?
- Per te la bellezza
è importante? Sì o no e perché?
b) Prima di guardare: leggi la trama del film e scrivi due
domande da fare ai compagni a cui rispondere con VERO o FALSO.
Informazioni generali. La grande
bellezza è un film del 2013, diretto da Paolo
Sorrentino che ha anche scritto la sceneggiatura. Il film è
stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2013. È anche candidato
ai premi Oscar 2014 in concorso per la sezione dei film stranieri. Il 12
gennaio 2014 ha vinto il Golden Globe come miglior film straniero.
Trama.
Jep Gambardella è un giornalista di costume ed
esperto critico teatrale. È un uomo molto affascinante coinvolto nella vita
mondana di Roma, una città immersa nella bellezza del passato ma distrutta dallo
squallore del presente. Da giovane, Jep si era anche dedicato alla scrittura e
aveva scritto un libro, L'apparato umano. Non ha più scritto altri
libri, nonostante questa sua prima opera fosse stata apprezzata, per la sua
pigrizia e per una terribile e inconfessata crisi della pagina bianca da cui
non riesce a liberarsi.
Frequenta ogni notte un gruppo amici
intimi e compagni di avventure e sventure, tra cui Romano, scrittore teatrale
mai realizzato; Lello, venditore di giocattoli dalla parlantina sciolta e
marito infedele di Trumeau; Viola, ricca borghese con un figlio pazzo;
Stefania, egocentrica scrittrice radical chic;
Dadina, la caporedattrice nana del giornale in cui Jep scrive.
Una mattina, tornando da uno di quegli insipidi
salotti, incontra il marito di Elisa. Elisa è stata il suo primo (e
probabilmente unico) amore. Il marito di Elisa lo attende davanti alla porta di
casa. Sua moglie è morta, lasciandosi dietro solo un diario dove narra
dell'amore, mai perduto, verso Jep, di cui il marito è stato semplice surrogato
per 35 anni, nient'altro che "un buon compagno".
Quest'episodio, unito al compimento del suo
sessantacinquesimo compleanno, spingono Jep ad una profonda e melanconica
rivisitazione della sua vita e a una lunga meditazione su se stesso e sul mondo
che lo circonda. E, soprattutto, innescano in lui un pensiero che,
probabilmente, era nascosto in lui da molto tempo: «Ho una mezza idea di
riprendere a scrivere».
Jep osserva intorno a sé e nella sua Roma un teatro
di personaggi, di incontri casuali e di nottate passate a divertirsi. Incontra
Ramona, spogliarellista dai segreti dolorosi, e il cardinale Bellucci che si
intende più di cucina che di fede. Jep si rende anche conto del vuoto e
dell'inutilità della sua esistenza. Il sogno di recuperare la sua identità di
scrittore e letterato, di ritornare a quell'innocente bellezza del primo amore
adolescenziale, sembrano distruggersi di fronte allo spettacolo miserabile con
cui Jep ogni sera deve confrontarsi. Confessa: «Mi chiedono perché non ho più
scritto un libro. Ma guarda qua attorno. Queste facce. Questa città, questa
gente. Questa è la mia vita: il nulla. Flaubert voleva scrivere un romanzo sul
nulla e non ci è riuscito: dovrei riuscirci io?». Ma alla fine il tutto sembra
finire con una nota positiva. Guardate il film e vedrete.
VERO FALSO
1.
2.
c) Dopo aver guardato: intervista un compagno/a.
- Ti piacerebbe
vedere il film? Perché?
- Quali pensi sia il
genere del film? Perché?
- Come descrivi il
protagonista?
- Immagina la fine
del film.
- Devi immaginare un
racconto che abbia come tema principale “il blocco dello scrittore”. Narra
la storia ai compagni.
- Devi scrivere un
film che abbia come protagonista una grande città e la gente che ci vive. Scegli
uno o più generi (comico, drammatico, dell’orrore, d’azione, giallo, di
fantascienza, western, ecc.) Immagina la storia e i personaggi. Pensa
anche a scegliere attori per il tuo film.
MEDITERRANEO DI GABRIELE SALVATORES
1)
PRIMA
DI LEGGERE E GUARDARE: RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE CON UN COMPAGNO/ UNA
COMPAGNA
1. Che
film/ libri/telefilm/canzoni/opere d’arte conosci che parlano della seconda
guerra mondiale?
2. Che
film/ libri/telefilm/canzoni/opere d’arte conosci che parlano di uno sport in
particolare?
3. Se
dovessi fare un film su uno sport, di quale sport parleresti e perché? Quali
attori reciterebbero nel tuo film? Di cosa parlerebbe il tuo film?
2)
LEGGI
LA BIOGRAFIA DI SALVATORES E LA TRAMA DEL FILM E SCRIVI DUE DOMANDE A CUI
RISPONDERE CON VERO O FALSO
1.
2.
3)
GUARDA
LA PRIMA SCENA “LA MOVIOLA” E DESCRIVI COSA STA SUCCEDENDO NELLA SCENA
Vocabolario utile
Rigore=
penalty
Tirare
= to kick
Parare
un rigore = save a penalty
Portiere
= goalkeeper
4)
GUARDA
LA SECONDA SCENA “DUNNO” E RISPONDI ALLE DOMANDE
A)
Come descrivi Aziz, il turco?
B)
Come descrivi Lo Russo (il soldato grosso e con la barba)
C)
Come descrivi il tenente?
D)
Come descrivi la situazione dei soldati italiani?
E)
Come pensi che il film finisca? Immagina il finale.
venerdì 10 aprile 2015
Si può fare di Giulio Manfredonia
Si può
fare (2008) di Giulio Manfredonia
Prima
di guardare rispondete alle domande:
1)
Quali film/libri/canzoni/telefilm conosci che
parlano di malattie mentali?
2)
Quali sono le cause nel mondo postmoderno che
spesso portano a malattie mentali?
3)
Pensi che molti giovani soffrano di un certo
disagio mentale?
4)
Quali sono i metodi per vivere una vita felice
e rilassata?
Leggi
il seguente brano e scrivi due domande a cui rispondere con VERO o FALSO
Si
può fare è un film del 2008 diretto da Giulio Manfredonia, scritto dal regista con Fabio Bonifacci, autore anche del soggetto, ispirato alle storie vere
delle cooperative sociali nate negli anni ottanta per dare lavoro ai pazienti
dimessi dai manicomi in seguito alla Legge Basaglia, in particolare a quella della cooperativa
"Noncello" di Pordenone. Il film è dedicato alle oltre 2.500 cooperative sociali
esistenti in Italia e ai 30.000 soci diversamente abili che vi lavorano.
Trama
1983, Milano.
Nello è un sindacalista che dopo aver scritto un libro sul mondo del mercato
viene attaccato duramente dai "compagni"; viene quindi trasferito
alla Cooperativa 180, una delle tante sorte dopo la legge 180 per accogliere i pazienti dimessi
dai manicomi. Dopo alcuni attriti iniziali con i pazienti, Nello decide di far
capire loro il vero spirito di una cooperativa coinvolgendoli maggiormente.
Ascoltando le idee di tutti, in un'assemblea viene presa la decisione di
abbandonare il lavoro assistenziale e di entrare nel mercato diventando
posatori di parquet: ogni paziente ricoprirà un ruolo all'interno della
cooperativa secondo le proprie caratteristiche. Dopo il primo lavoro, fallito
per inesperienza, riescono a ottenere un appalto in un atelier d'alta moda. Il giorno della scadenza della consegna finisce il legno:
così Luca e Gigio, vista anche la loro abilità artistica, decidono di usare gli
scarti per realizzare un pannello raffigurante una stella e coprire così
l'intero pavimento. L'idea, oltre a venire molto apprezzata, si fa strada e la
cooperativa ottiene sempre più appalti. Nello si rende conto che c'è bisogno di
ridurre il dosaggio dei farmaci, ma a questo il dott. Del Vecchio si oppone
fortemente. A questo punto Nello si affida al dott. Furlan e con i fondi
ricevuti dall'Unione europea i soci si trasferiscono in una
nuova sede. Quando tutto sembra andare per il meglio avviene una tragedia: nel
frattempo, infatti, Gigio si innamora di Caterina, una ragazza per la quale ha
lavorato, che poi invita lui e Luca ad una festa in casa sua; quella sera però
vengono derisi dagli amici di Caterina, Luca perde il controllo e scatta una
piccola rissa. In questura Gigio sente Caterina che, mentre cerca di far
ritirare la denuncia, li definisce "poveracci" e lascia intendere di
non aver dato molta importanza al bacio che aveva dato a Gigio; a seguito di
ciò Gigio si suicida e il fatto viene imputato anche alla riduzione elevata dei
farmaci. Sembra la fine di un sogno: i pazienti vengono riportati nella vecchia
sede sotto l'assistenza del dott. Del Vecchio, che però ammette di aver
riscontrato dei miglioramenti del loro stato psichico dovuti all'attività
lavorativa. La cooperativa ottiene un grosso appalto aParigi per decorare le fermate della
nuova linea metropolitana. Il film si chiude mostrando i numerosi pannelli già
pronti e l'arrivo di nuovi soci da altri manicomi.
1.
Prima
di guardare rispondete alle domande:
1.
Vorresti vedere il film? Perché?
2.
Devi scrivere un film sui disturbi mentali.
Inventa la trama e pensa ai personaggi e agli attori e scrivi una breve storia.
mercoledì 11 marzo 2015
Terraferma di Emanuele Crialese
Terraferma
(2011) di Emanuele Crialese
a) Prima di guardare: rispondi alle domande con un/a
compagno/a.
- Quali film/telefilm/programmi
televisivi/libri/canzoni conosci che parlano di migranti e dei loro
problemi?
- Quali
film/telefilm/programmi televisivi/libri/canzoni conosci che parlano di persone
generose che si sono sacrificate per aiutare gli altri?
- Basandoti sul
titolo, di cosa immagini parli il film?
- Quali pensi siano
i problemi che i migranti illegali devono affrontare in un nuovo paese?
Perché?
- Quali pensi siano
i motivi che spingono una persona a migrare? Perché?
b)
Prima di guardare: leggi la trama del film e scrivi due domande da fare ai
compagni con risposte a scelta multipla. I compagni devono scegliere la
risposta corretta.
Il film è una co-produzione italo-francese con il
supporto del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e della Sicilia Film
Commission[1].
È stato presentato in concorso alla68ª Mostra
internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove ha ricevuto
il Premio speciale della giuria.
Ha ricevuto tre candidature ai David di Donatello 2012.
Trama
La storia comincia sul mar
Mediterraneo. Ernesto e Filippo, due pescatori di un'isola
siciliana, stanno pescando quando improvvisamente i resti di una barca
distrutta arrivano vicino alla loro moto pesca e la rompono. Le scene cambiano
e ci troviamo al funerale di Pietro, il figlio di Ernesto, che era scomparso
nel mare tre anni prima. Naturalmente ha luogo sul molo dell'isola. Giulietta,
rimasta vedova di Pietro, è insoddisfatta delle condizioni di vita e vuole
traslocare sulla terraferma con suo figlio Filippo per cercare una vita e un
lavoro migliore. Filippo non condivide questo desiderio. Nino, l’altro figlio
di Ernesto, ha lasciato la pesca e adesso vive del turismo. Guadagna bene e si
può permettere tante cose. Compra un motorino e lo regala a Filippo, ma è
subito distrutto degli invidiosi giovani del villaggio. I turisti Maura,
Stefano e Marco arrivano col traghetto e affittano la casa di Filippo e
Giulietta che vanno ad abitare in garage, che è relativamente ben attrezzato.
Nel frattempo la barca è di nuovo pronta per partire. Un giorno Ernesto e
Filippo incontrano una zattera strapiena di migranti africani. Chiamano la Guardia
costiera che li avvisa
di restare nelle vicinanze della zattera ma di non prendere nessuno a bordo.
Ernesto, in ossequio alla legge del mare, raccoglie alcuni migranti che stanno
nuotando verso la barca. Quando sbarcano la maggioranza delle persone salvate
può lasciare la barca grazie alla protezione della notte. Una donna incinta e
suo figlio vengono portati da Ernesto nella propria casa. Nella stessa notte
mette al mondo un bambino. Ernesto è compassionevole e offre alla donna di restarne
da loro per alcuni giorni. Il giorno dopo la polizia inizia la ricerca dei
rifugiati e confisca la barca di Ernesto perché senza la licenza per il
trasporto di turisti, mentre stanno per partire per un giro in barca, ma non
trova i rifugiati nella casa. Giulietta vuole che Sara e i suoi bambini
partano, ma Ernesto li protegge e li tiene in casa. Col tempo anche in
Giulietta cresce la simpatia per Sara, che come lei desidera niente di più che
il marito e una vita migliore. Sara rivela che ha iniziato il suo viaggio dal corno
d'Africa, è scesa sulla zattera in Libia e sta adesso cercando d'arrivare a Torino, dove
suo marito lavora.
Una sera Filippo porta Maura al porto di Linosa, dove
ruba una piccola barca e la prende per un bagno. Quando accende la lampada
ad un lato della barca per illuminare l'acqua per Maura che si tuffa in mare,
vede che nuovamente un gruppo di migranti africani si sta avvicinando
all'imbarcazione. Maura torna a bordo e Filippo è costretto a difendersi contro
tutti i migranti che tentano di salire a bordo. Accende il motore
dell'imbarcazione e parte. Ernesto ha l'idea di trasportare Sara e i suoi figli
sulla terraferma in macchina. Ma tutti i veicoli che vogliono salire sul
traghetto sono controllati dalla Polizia, allora non vede altra possibilità che
tornare indietro. Filippo che ha visto i rifugiati quasi morti di sete, sente
il gran peso della coscienza. Decide di rubare il furgone di Ernesto e va al
porto per prendere la barca che era stata sequestrata a suo nonno per salvare
Sara e i bambini. Il film finisce con una lunga scena in cui la barca scompare
nel buio della notte, pronta ad arrivare alla terraferma per salvare Sara.
1.
a.
b.
c.
2.
a.
b.
c.
c) Dopo aver guardato: intervista un compagno/a.
- Ti piacerebbe
vedere il film? Perché?
- Quali pensi sia il
genere del film? Perché?
- Cosa ti sembra
interessante di questo film?
- Immagina una fine
alternativa del film.
- Da dove arrivano i
migranti nel tuo paese? Quali sono i problemi che devono affrontare?
- Devi scrivere un
film che abbia come protagonisti dei migranti Scegli uno o più generi
(comico, drammatico, dell’orrore, d’azione, giallo, di fantascienza,
western, ecc.) Immagina la storia e i personaggi. Pensa anche a scegliere
attori per il tuo film.
mercoledì 18 febbraio 2015
Totò sapore e la magica storia della pizza
LETTURA
L’Italia è conosciuta in tutto il mondo per la pizza, piatto tipico
dell’area del Mediterraneo e elaborata e modificata nel corso del tempo per poi
diventare l’alimento che spesso si trova sulle tavole di quasi tutto il mondo.
Piatto semplice, veloce e economico è uno dei prodotti che il made in Italy ha
esportato all’estero [abroad].
Prima di
leggere
Prima di leggere il testo rispondi alle seguenti
domande.
1. Gli ingredienti della pizza. Leggi la
lista degli ingredienti nella lista e indica con una croce (X) quali sono
quelli che solitamente associ con la pizza.
______ 1. pomodoro
______ 2. bistecca
______ 3. banana
______ 4. basilico
______ 5. lenticchie
______ 6. mozzarella
2. Esistono
diversi stili di pizza nel tuo Paese? Descrivili.
3. Quali sono le catene fast-food che
offrono la pizza nel tuo Paese? Descrivi il prodotto che offrono.
_
Uno dei prodotti italiani più conosciuti e
esportati in tutto il mondo.
IL PIATTO NAZIONALE: LA PIZZA
|
Antenati della pizza.
L’età della pizza? Forse tremila anni. Infatti le antiche civiltà
mediterranee, dall’Egitto alla Grecia classica e all’antica Roma, presentano
esempi di focacce e schiacciate1
che possono essere considerate le antenate della pizza. Numerose sono le
tracce di questo alimento anche durante il Medioevo e il Rinascimento2 in particolare nella città e regione
di Napoli, considerata patria della pizza. In questo periodo la parola
“pizza” è già attestata e indica variazioni sia dolci che salate del
prodotto. Nel Seicento il termine appare nella storia “Le due pizzelle” nella
famosa raccolta di storie Cuntu de li
cunti (1634) del napoletano Gianbattista Basile e descrive un piatto
fatto con un disco di pasta piegato col ripieno. 3
Nasce la pizza come la conosciamo
noi
Per incontrare la classica pizza col pomodoro bisogna aspettare il
Settecento. La ragione è che il pomodoro non esisteva in Europa, essendo una
pianta originaria del Perù. È solo con la scoperta dell’America che si
introduce il pomodoro nel vecchio Continente. Tuttavia solo un secolo e mezzo
dopo gli europei si rendono conto4
delle virtù del pomodoro e verso la metà del Settecento diventa una degli
ingredienti fondamentali della cucina napoletana, usato per la pasta e la
pizza.
I pizzaioli a Napoli avevano di solito i banchetti5 all’aperto e una delle prime
pizzerie, Port’Alba, apre nel 1830
e è frequentata da famosi intellettuali italiani come Gabriele D’Annunzio e
francesi come Alexandre Dumas, autore dei Tre
moschettieri, che parla della pizza nella sua opera Le Corricolo, una raccolta6 di articoli del 1835.
La pizza Margherita
Nel 1889, il re d’Italia Umberto I e la regina Margherita decidono di
passare l'estate nella reggia7 di Capodimonte. La regina aveva
sentito parlare della pizza ma non l’aveva mai mangiata, e chiama a corte il
più famoso pizzaiolo di Napoli, Raffaele Esposito. Raffaele prepara tre tipi
di pizza tra le quali una con mozzarella, pomodoro e basilico, cioè bianca
rossa e verde, come i colori della bandiera8 italiana. Questa
pizza entusiasma la regina e Raffaele decide di chiamarla “pizza Margherita”
in suo onore.
La pizza negli Stati Uniti
La pizza arriva anche negli Stati Uniti in seguito alla forte emigrazione a fine ottocento. La prima pizzeria in USA appare nel 1905 a Little Italy a New York, chiamata “Lombardi’s” dal nome del suo proprietario,9 Gennaro Lombardi. La popolarità della pizza aumenta10 ancora dopo la seconda guerra mondiale in seguito al ritorno delle truppe alleate11 che avevano occupato l’Italia e scoperto12 la pizza. Iniziano a propagarsi13 le pizzerie e le catene come, ad esempio, Pizza Hut, nata nel 1954 in Kansas, e le varianti della pizza italiana come la New-York Style Pizza o la Chicago-Style Pizza.
Una curiosità: Totò sapore e la magica storia della pizza.
Nel 2003 il regista Maurizio Forestieri realizza il film d’animazione Totò sapore e la magica storia della pizza,
dove la musica è scritta dai popolari fratelli e cantanti Edoardo e Eugenio
Bennato. Il film, ambientato nel 1700, racconta la storia di Totò, giovane
cuoco e cantante di piazza , che riceve da Pulcinella delle pentole magiche
che trasformano ogni ingrediente in cibo delizioso. Grazie a questo diventa
il cuoco del re di Napoli e … alla fine di molte avventure crea un piatto
prelibato: la pizza!
Fonti
- Pizza mondo. www.pizzamondo.it.
- Totò
sapore e la magica storia della pizza. www.imdb.com.
|
1kind of focaccia
2 Renaissance
3stuffing
4realize
5
6collection
7royal palace
8flag
9owner
10increases
11allied troops 12discovered
13spread
|
Comprensione
A. Scegli la
risposta esatta tra le tre scelte presentate.
1. Qual è l’età della pizza?
a. Circa
tre secoli b. Circa tremila anni. c. Circa
trecento anni.
2. Quando arriva il pomodoro
in Europa?
a. Dopo
il 1492. b. Verso l’anno 1000. c. Nel
1700.
3. Quando apre una delle prime
pizzerie a Napoli?
a. Nel
1700. b. Nel 1800. c. Nel 1600.
4. Perché si chiama pizza
Margherita?
a. Dal
nome della moglie del pizzaiolo.
b. Dal
nome della regina d’Italia.
c. Dal
nome del pizzaiolo.
5. Quali sono i colori della
pizza Margherita?
a. Quelli
degli abiti della regina.
b. Quelli
della bandiera italiana.
c. Quelli
della reggia di Capodimonte
6. Dove apre la prima pizzeria
negli Stati Uniti?
a. Kansas. b. Chicago. c. New
York.
7. Cos’è Totò sapore?
a. Un
fumetto. b. Un cartone animato. c. Un libro sulla storia della pizza.
B. Vero o falso? Leggi l’articolo sulla pizza e indica se le seguenti affermazioni sono vere
o false e correggi quelle false.
______ 1. Un
cuoco di Napoli inventa la pizza.
__________________________________________________________________________
______ 2. Nel
Seicento appare un testo con una storia che parla della pizza.
__________________________________________________________________________
______ 3. Si
considera Napoli la patria della pizza.
__________________________________________________________________________
______ 4. Solo
nel Cinquecento si usa il pomodoro sulla pizza.
_________________________________________________________________________
______ 5. Il
pomodoro non è un prodotto europeo.
__________________________________________________________________________
______ 6. .Il
nome della pizza Margherita deriva da quello del re d’Italia.
__________________________________________________________________________
______ 7. In
America si creano diverse varianti della pizza.
__________________________________________________________________________
______ 8. Le
prime pizzerie in America aprono all’inizio del secolo scorso.
__________________________________________________________________________
VIDEO
Guarda
il Trailer di “Totò sapore e la magica storia della pizza” e rispondi alle
domande:
1. Di che genere è questo film?
_________________________________________________
2. Ti piace questo genere di film? Perché?
________________________________________
3. Conosci film simili? Quali?
__________________________________________________
4. Quali tipi di cibo vengono menzionati nel
video? Fai una lista ___________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
5. Secondo Totò, cosa bisogna mangiare quando
siamo depressi e tristi?
___________________________________________________________________________
6. Quali sono gli ingredienti della pizza
menzionati nel secondo video?
_________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
lunedì 12 gennaio 2015
Spaghetti Western
Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone
Django di Sergio Corbucci
LEGGIAMO (scritto da Cristina Villa)
Negli anni sessanta e settanta in Italia nasce un nuovo genere
cinematografico innovativo e di successo, gli “Spaghetti western”, ispirato al
western classico americano ma contemporaneamente molto diverso.
Prima di leggere
Prima di leggere il testo rispondi alle seguenti domande.
1. Vero o falso? Indica quali tra le seguenti caratteristiche
appartengono al genere cinematografico “western”.
______ a. Solitamente i film western sono
ambientati nel selvaggio ovest americano.
______ b. I protagonisti non sono eroi ma
personaggi deboli, oppressi e senza iniziativa.
______ c. Il codice d’onore è molto importante.
______ d. La violenza è un elemento fortemente
presente.
______ e. I film non offrono un insegnamento e una
morale.
______ f. I cattivi sono solitamente puniti.
2. Sai cosa sono gli
“Spaghetti Western? Se non conosci questo genere, prova ad immaginare a cosa
questo termine si riferisce.
3. Secondo
te, il termine “Spaghetti Western” sembra contradditorio o no? Perché?
4. Hai mai visto uno
“Spaghetti western”?
a. Se
lo hai visto, quale/i film hai visto? Quali sono le tue impressioni?
b. Se
non ho hai visto, vorresti vederne uno? Motiva la tua risposta.
LEGGIAMO
Il made in Italy invade il cinema
negli anni sessanta e settanta.
QUANDO NEI WESTERN APPARVERO GLI
SPAGHETTI
Negli anni sessanta ed in particolare negli anni settanta sono prodotti film western in Italia definiti all’estero“spaghetti western” e conosciuti in Italia come “western all’italiana”. Essi si distinguono dai “Sauerkraut western” realizzati in Germania, dai “Camambert western” francesi e dai “Paella western” spagnoli. Gli spaghetti western sono solitamente film a budget ridotto ambientati1 nel sud degli Stati Uniti e girati2 nella maggior parte dei casi nella regione spagnola di Almeria (alcuni in Sardegna) per la somiglianza3 con i paesaggi delle regione meridionali del Nord America.
Il regista di spicco4 del genere risulta essere Sergio Leone, che realizza i suoi primi film con lo pseudonimo di Bob Robertson, ed accanto a lui Duccio Tessari e Sergio Corbucci. Questi registi, rispetto al western americano classico, fanno un largo uso dell’ironia e talvolta anche del comico e contaminano il genere talvolta con il fumetto. In aggiunta tendono a decostruire la morale e l’etica dei western classici dando vita5 a eroi negativi, spesso senza senso dell’onore e lontani dall’irreprensibile6 cowboy alla John Wayne. I cowboy negli spaghetti western sono personaggi cinici, senza scrupoli e dotati di una sottile e a volte macabra ironia. Ecco allora apparire il cowboy Ringo nei film di Duccio Tessari che preferisce sparare7 alle spalle al nemico. In aggiunta vengono eliminate le storie d’amore ed il tono moraleggiante per creare opere cinematografiche basate principalmente sulla violenza e l’azione con vendette, rapine, morti cruente, ecc.
Il primo “spaghetti western” è Per un pugno8 di dollari di Sergio Leone girato nel 1964 con uno sconosciuto attore che Leone aveva visto in un serial televisivo, Clint Eastwood, e che viene consacrato dal successo del film. Leone collabora alla sceneggiatura9 ed essa si basa sul film del giapponese Akira Kurosawa La sfida del samurai (Yojimbo, 1961). Altre fonti altamente letterarie sono Omero, il mondo classico, Shakespeare, il teatro elisabettiano, Goldoni e la commedia dell’arte. Il risultato è un film lontano dal western classico americano e risulta maggiormente violento. Da notare è la colonna sonora10 di Ennio Morricone, che introduce nella musica dei film western un nuovo strumento, la chitarra elettrica.
Il film ha un grandissimo successo. Infatti, costato circa 120 milioni, ha incassato 2 miliardi. Leone gira quindi successivamente Per qualche dollaro in più (1965), Il buono, il brutto e il cattivo (1966) e C’era una volta il West (1968).
Negli anni sessanta ed in particolare negli anni settanta sono prodotti film western in Italia definiti all’estero“spaghetti western” e conosciuti in Italia come “western all’italiana”. Essi si distinguono dai “Sauerkraut western” realizzati in Germania, dai “Camambert western” francesi e dai “Paella western” spagnoli. Gli spaghetti western sono solitamente film a budget ridotto ambientati1 nel sud degli Stati Uniti e girati2 nella maggior parte dei casi nella regione spagnola di Almeria (alcuni in Sardegna) per la somiglianza3 con i paesaggi delle regione meridionali del Nord America.
Il regista di spicco4 del genere risulta essere Sergio Leone, che realizza i suoi primi film con lo pseudonimo di Bob Robertson, ed accanto a lui Duccio Tessari e Sergio Corbucci. Questi registi, rispetto al western americano classico, fanno un largo uso dell’ironia e talvolta anche del comico e contaminano il genere talvolta con il fumetto. In aggiunta tendono a decostruire la morale e l’etica dei western classici dando vita5 a eroi negativi, spesso senza senso dell’onore e lontani dall’irreprensibile6 cowboy alla John Wayne. I cowboy negli spaghetti western sono personaggi cinici, senza scrupoli e dotati di una sottile e a volte macabra ironia. Ecco allora apparire il cowboy Ringo nei film di Duccio Tessari che preferisce sparare7 alle spalle al nemico. In aggiunta vengono eliminate le storie d’amore ed il tono moraleggiante per creare opere cinematografiche basate principalmente sulla violenza e l’azione con vendette, rapine, morti cruente, ecc.
Il primo “spaghetti western” è Per un pugno8 di dollari di Sergio Leone girato nel 1964 con uno sconosciuto attore che Leone aveva visto in un serial televisivo, Clint Eastwood, e che viene consacrato dal successo del film. Leone collabora alla sceneggiatura9 ed essa si basa sul film del giapponese Akira Kurosawa La sfida del samurai (Yojimbo, 1961). Altre fonti altamente letterarie sono Omero, il mondo classico, Shakespeare, il teatro elisabettiano, Goldoni e la commedia dell’arte. Il risultato è un film lontano dal western classico americano e risulta maggiormente violento. Da notare è la colonna sonora10 di Ennio Morricone, che introduce nella musica dei film western un nuovo strumento, la chitarra elettrica.
Il film ha un grandissimo successo. Infatti, costato circa 120 milioni, ha incassato 2 miliardi. Leone gira quindi successivamente Per qualche dollaro in più (1965), Il buono, il brutto e il cattivo (1966) e C’era una volta il West (1968).
Accanto ai film di Leone appaiono
anche molti film di genere comico-western inuagurati dal regista Enzo Barboni
con lo pseudonimo di E.B. Clutcher, Si tratta della serie di Trinità (Lo chiamavanoTrinità del 1970 e ...
e continuavano a chiamarlo Trinità del 1974) con Terence Hill. e Bud
Spencer, versione italiana dei lontani Stan Laurel e Oliver Hardy, conosciuti
in Italia come Stanlio e Onlio.
Gli spaghetti western vengono
prodotti in particolare negli anni settanta e diventano il genere dove si scoprono
nuovi attori o dove alcuni attori raggiungono o rinnovano il successo quali Lee van Cleef, James
Coburn, Terence Hill, Klaus
Kinski,
and Henry Fonda. Tale genere tende a scomparire11 negli anni
ottanta e novanta. Tuttavia l’eredità degli “spaghetti western” con la loro
dose di violenza ed ironia non è andata perduta e si ripropone12 in
film quali Gli spietati (Unforgiven) del 1992 girato dall’icona del genere, Clint Eastwood. Nei titoli di coda Eastwood dedica significativamente il
film a “Sergio [Leone]". E non casulamente la stessa dedica appare dieci
anni dopo nei titoli di Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2 di Quentin Tarantino nel 2003.
La lezione di Leone e degli italiani è stata appresa.13
Infatti, dopo il neorealismo di De
Sica, Rossellini e tanti altri, gli spaghetti western sono l’altro grande
fenomeno cinematografico che l’Italia esporta all’estero.
1located 2shot 3similarity 4leading 5creating 6faultless 7to shoot 8fistful 9script 10soundtrack
11disappear 12appears again 13learned
Comprensione
A. Vero o
falso? Leggi
l’articolo sugli spaghetti western, indica se le seguenti affermazioni sono
vere o false e correggi quelle sbagliate..
______
1. I film western in Italia sono
kolossal spettacolari
______________________________________________________
______
2. Sono girati per la maggior parte
in Spagna.
______________________________________________________
______
3. L’ironia appare negli spaghetti
western
______________________________________________________
______
4. Gli eroi dei film italiani sono
uomini d’onore.
______________________________________________________
______
5. Sergio Leone crea il personaggio
ambiguo di Ringo.
______________________________________________________
______
6. Il primo film di Leone ha anche
basi letterarie.
______________________________________________________
______
7. In Italia il western comico non
è molto diffuso.
______________________________________________________
______
8. Il genere raggiunge il culmine
negli anni ottanta.
______________________________________________________
B. Trova l’intruso tra questi gruppi di nomi rileggendo l´articolo sugli
spaghetti western.
1. a.
Sergio Leone b.
Sergio Corbucci c. Pier
Paolo Pasolini
2. a.
Spaghetti Western b. Paella Western c. Hamburger Western
3. a. John Wayne b. Bud Spencer c. Clint Eastwood
4. a. Almeria b. Nevada c. Sardegna
5. a. Per
un pugno di b. Balla coi lupi c. Il
buono, il brutto,
dollari il
cattivo
6. a. Bob Robertson b. E.B. Clutcher c.
Eric Forman
7. a.
Kurosawa b.
Karen Blixen c. Omero
8. a. Silverado b.
Kill Bill 1&2 c.
Gli spietati
9. a. Morricone b. Mozart c. Beethoven
C. Scegli la
risposta esatta tra le tre scelte presentate.
1. Chi è il regista più famoso
degli spaghetti western?
a. Sergio Leone b. Akira
Kurosawa c. Clint Eastwood
2. Chi sono gli eroi degli
spaghetti western?
a. Gente
comune con i piccoli problemi di ogni giorno.
b. Eroi
coraggiosi e solitari sempre pronti a difendere i più deboli.
c. Pistoleri
senza scrupoli né onore
3. Qual è la caratteristica di
Ringo?
a. Sparare
al nemico alle spalle.
b. Sparare
con un fucile dorato.
c. Cavalcare
verso il tramonto alla fine del film.
4. Perché questi film sono
chiamati spaghetti western?
a. Perché
c´è sempre una scena in cui mangiano pasta.
b. Perché
sono prodotti in Italia.
c. Perché
sono film americani per il mercato italiano.
5. Che strumento introduce
Ennio Morricone nella colonna sonora degli spaghetti western?
a. La
chitarra elettrica. b. Il banjo. c. Il violoncello.
6. A chi dedica Clint Eastwood
il fim Gli Spietati?
a. Alla
mamma b. A Sergio Leone c. A Quentin
Tarantino
7. Quando entra in crisi
questo genere cinematografico?
a. Tra
le due guerre. b. Negli anni ’80 c. Negli
anni ‘70
D. Le
tue opinioni sul genere. Rispondi
alle seguenti domande.
a. Ti piace il genere
“Spaghetti western”?
b. Perché il “western” ha
fortemente ispirato molti registi italiani?
Django Unchained di Quentin Tarantino
SCRIVIAMO
A. Il western e gli spaghetti. In base alle tecniche indicate nel
libro di testo nella sezione “Per scrivere”, scrivi un riassunto sugli
“Spaghetti western”.
B. Un
film western. Sei un regista/una
regista di Hollywood e devi scrivere un film western. Scrivi la storia e indica
dove e quando è ambientato e gli attori che appariranno nel film. È un “western” tradizionale o si ispira alla
tradizione degli “Spaghetti western” italiani?
NAVIGHIAMO NELLA RETE
A. Il western all’italiana. Cerca su Internet le informazioni sul
genere “spaghetti western” inserendo in un motore di ricerca il titolo “western
all’italiana”. Fai un riassunto conciso delle informazioni che hai trovato:
registi, attori, film, caratteristiche.
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